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martedì 5 febbraio 2013

La Chiesa dei Greci Uniti del Pieroni


Sappiamo che Livorno è una città nata e cresciuta per le mani di diverse culture e con esse diverse religioni vi venivano professate, dunque anche gli ambienti di culto erano diversi. Pensiamo ad esempio a via della Madonna, solo in questa via del centro ci sono ben tre chiese, una ormai sconsacrata che era quella degli Armeni, un’altra quella delle Nazioni, detta anche della Madonna e poi quella dei Greci Uniti. Mi trovavo a studiare quest’ultima per un progetto di restauro, facendo le foto al prospetto e poi studiandone la storia mi resi conto che vi erano delle differenze. Mancavano due statue dal prospetto principale, si trattava di due statue in marmo rappresentanti una la Mansuetudine e una l’Innocenza. Dalle foto ante-guerra si notavano le statue al loro posto sopra al mezzo timpano spezzato sotto la finestra della facciata. 

sabato 2 febbraio 2013

Il Cisternone, l'opera neo-classica di Pasquale Poccianti

Salve a tutti , come vi avevo anticipato nell'ultimo aggiornamento , Occhio Livorno sta instaurando diverse collaborazioni , fra tutte spicca quella , con le tre ragazze del Blog Followingyourpassion.wordpress.com , le quali ripubblicheranno aggiornamenti del loro blog e altri inediti . Quindi vi lascio nelle loro mani .
Ako .


Il cisternone


Il Neoclassico è normalmente datato tra il 1750 e il 1830, uno dei maggiori esponenti nel panorama italiano fu l’ingegnere delle Regie Fabbriche Pasquale Poccianti. Egli costruì anche a Livorno, si occupò del progetto dell’acquedotto labronico e in particolare disegnò il Viale degli Acquedotti, la cui opera più importante in questo contesto fu la Gran Conserva, comunemente detta Cisternone.
Questo elemento architettonico in arenaria è situato nei pressi del parterre, all’inizio dell’attuale viale Carducci. I suoi stilemi architettonici fanno riferimento anche all’opera utopistica e rivoluzionaria di architetti francesi, è quindi riconducibile al disegno del prospetto per l’Hotel Guimard e alla Casa dei Sorveglianti del fiume di Claude-Nicolas Ledoux, e probabilmente alla forma della grande sfera “contenitiva” dell’utopico Cenotafio di Newton di Étienne-Louis Boullée. La gran conserva ha una capacità di circa undici mila litri, fu costruita dal 1829 al 1842 ed è tutt’oggi funzionante come vasca di accumulo e prima di immetterla nella rete per i cittadini viene qui decantata e filtrata. Il prospetto del Cisternone è costituito da un portico a otto colonne alte sei metri, in stile tuscanico e una suggestiva semi-cupola cassettonata. Recentemente le colonne sono state oggetto di vandalismo, prima graffite a bomboletta spray e poi tinte con una “squallida” pittura grigia “atta a coprire” le bombolette. Secondo il progetto, ai lati della semicupola in prospetto, dovevano esser poste due statue in marmo rappresentanti le sorgenti Morra e Camorra, furono inizialmente poste le statue in gesso, ma una volta degradate per gli agenti atmosferici queste sono state tolte e così è rimasto, al posto delle due statue compaiono oggi le seguenti scritte:
  • Undas, Labro tibi fundens ego Morra salubres – Quaque die laetor consuluisse tibi.
  • Et Camorra meas puro de fonte ministrans – Dulce habui Tusci Principis imperium.

Altri due elementi fondamentali nel percorso dell’acquedotto neoclassico di Poccianti erano il cisternino di città (in piazza della Repubblica) dove ora sono gli uffici della casa della cultura e il cisternino del Pian di Rota. Come vedete il cisternone non è proprio nelle migliori delle sue condizioni, presenta oggi varie tipologie di degrado, tra cui anche quelle bruttissime strisciate grigie sulle colonne in facciata.

Giulia di FollowingYourPassion

se vuoi leggere altro su questo argomento e vedere le foto, clicca qui.

venerdì 1 febbraio 2013

Formazione, che Affare! Ma per chi? Il Voucher truffa

Salve a tutti,
prima di affrontare il tema di oggi, volevo  fare alcune "piccole" comunicazioni sul nostro blog: Occhio Livorno è nato a luglio e da allora, le visite sono aumentate, tanto che a breve riusciremo a raggiungere il traguardo delle 10.000 visualizzazioni. Inoltre in questi mesi abbiamo instaurato rapporti di amicizia e di collaborazione di cui oggi possiamo vantarci.
Più volte abbiamo accolto su queste pagine contributi di nostri amici o lettori e a breve intensificheremo queste collaborazione, anche grazie ad accordi con altri blogger. La stessa Pro Loco, di cui parliamo spesso, ha ripubblicato i nostri articoli.
Abbiamo recentemente aggiunto la lista dei nostri siti e gruppi Fb agli amici. In seguito ad un annuncio su Facebook, dove chiedevamo un aiuto per la creazione di un logo per il nostro blog, ne abbiamo ricevuti di diversi, tutti bellissimi, che useremo nel tempo.


Dopo queste doverose comunicazioni, possiamo cominciare a parlare del tema di oggi.
Qualche mese fa, in un articolo dal nome "Sfidiamo la crisi", avevo elencato su queste pagine alcune opportunità per i giovani e non, offerte dalla Regione e dal Comune per formarsi culturalmente e professionalmente. Ed è proprio di una di queste opportunità che vi volevo parlare, il Voucher.
Ne avevo già ampiamente parlato: si tratta di un percorso formativo che i non lavoratori livornesi possono intraprendere, senza spesa alcuna.
Mi è venuto però il sospetto che dietro questa lodevolissima iniziativa, ci fosse un meccanismo (nemmeno tanto nascosto ) per far fare soldi a qualcuno e che il fine ultimo, quello di formare i giovani, fosse solo un pretesto.

Il Voucher permette, a chi ne fa richiesta, di attivare gratuitamente dei corsi a scelta fra un catalogo prestabilito, per un totale di 2000 €. Prima del Voucher, esisteva un altro percorso formativo dal nome Carta ILA. La provincia avrebbe assegnato una prepagata e tenendo il rendiconto delle spese, si sarebbe potuta presentare la domanda di finanziamento per un corso qualsiasi. La domanda poi, a seguito di un colloquio atto a constatare le reali motivazioni, sarebbe stata esaminata da un esperto,  e accettata (nella stragrande maggioranza dei casi) o rifiutata.
Nella nostra provincia la Carta ILA è stata soppressa, mentre continua a operare in diverse province toscane.


Per attivare il Voucher è necessario invece farne domanda al Centro per l'impiego e per poterne usufruire bisogna fare quattro (non vorrei ricordare male) seminari che vertono sul lavoro (come trovarlo, scrivere un CV, i servizi del Collocamento). Svolti i seminari, sarà così possibile, iscriversi a uno o più corsi (scegliendo fra uno di molte ore e uno corto) e portare la documentazione richiesta al soggetto che organizza il corso scelto.

Detto così, sembra una fantastica iniziativa, davvero molto utile, ma andiamo a vederla nel dettaglio. Per esperienza personale (ne ho fatto richiesta) e quella riferita da altri amici, le cose non sono proprio semplici, anzi burocratiche e lente.

Una volta iscritti al Centro dell'impiego, viene dato l'appuntamento per il primo seminario, si parla di mesi (dai 2 ai 4 o 5), nel mio caso, ne feci richiesta a febbraio e feci il primo seminario a giugno. Dopo il primo seminario, che vi assicuro è solo una totale perdita di tempo, risultando per niente interessante e utile, ci vengono finalmente fornite le date dei restanti seminari.
Questi, vi assicuro, non sono più utili del primo e vengono assegnati molti mesi dopo, (nel mio caso a settembre). Il corso poi, partirà ancora mesi dopo.
Io ne avevo fatto richiesta a febbraio e sono riuscito ad accedervi solo a dicembre.
A mio avviso è assurdo: un disoccupato spera di non rimanere senza lavoro per un anno intero (nella migliore delle ipotesi, perché, se il corso è duraturo, si rischia di aspettarne l'attivazione per un anno per poi frequentarlo un altro anno, restando così lontani da lavoro per ben 2 anni complessivi).

Ma potrebbe essere uno dei tanti casi di disorganizzazione e lentezza burocratica, di cui il nostro amato paese riesce sempre a darci splendidi esempi.
Eppure, oltre a questi tempi lunghissimi, son ben altre le cose che mi fanno dubitare.

In primo luogo, tolto l'HACCP (qualifica obbligatoria per chi lavora a contatto con il cibo) e il Corso per Addetto all'assistenza di base (Osa), i restanti sono quantomeno fantasiosi e troppo specifici, per risultare utili a chi cerca lavoro. Volendo essere polemici, possiamo ricordare come l'HACCP, veniva già finanziato e senza bisogno di aspettare mesi. Qui il catalogo formativo.
Possibile far scegliere solo fra questi corsi? Possibile che non ce ne siano da qualificare veramente il disoccupato (corsi per bagnino, barista, elettricista, lingua inglese...)? Dato che il servizio è erogato dalla provincia, potrebbero bandire corsi per lavori utili e richiesti (con dati alla mano).

Invece no, fanno scegliere fra questi corsi e parlandovi sempre del mio caso, i due da me prescelti, ovvero accoglienza turistica e vendita pacchetti turistici, non rilasciano la qualifica completa, ma solo una parte di questa. Dopo 200 ore di corsi, raggiunto 1/4  della qualifica della figura professionale richiesta per quei lavori, per confessione delle due società che fornivano i corsi che volevo seguire, son stato subito avvisato che non si sarebbero mai fatti, per concludere l'acquisizione della qualifica intera. Utilissimo direi!!!

Inoltre, molti corsi non sono mai partiti perché non si raggiungeva il numero sufficiente, comprensibile se si pensa ai tempi lunghissimi e al fatto che i corsi  partono tre volte all'anno, ma si scagliona i richiedenti del corso in gruppi diversi  e esigui.
Capisco che non è facile da comprendere, per questo spero di essere più chiaro con un esempio:
se si dividono  i disoccupati in gruppi di appena 20/30 persone, essi appena concluso il percorso, faranno richiesta di accedere ai corsi, ma ne sceglieranno di svariati, non riuscendo così a farli (che richiedono almeno 9 utenti). Ovviamente, colui che non è riuscito a frequentare alcun corso, potrà ripresentarsi al "ciclo seguente di corsi " (svariati mesi dopo), ma fra chi fortunatamente ha trovato lavoro, chi non è più interessato, chi è disilluso, ben pochi ritenteranno la richiesta.

Il tutto, risulta ancora meno nitido se si pensa che i finanziamenti per i corsi, che dovevano durare fino alle fine del 2013, sono quasi conclusi a inizio anno.
Inoltre, basta fare attenzione per capire tante cose, fra i soggetti che erogano i corsi di formazione (cooperative, associazioni, comunità religiose)  si possono leggere e notare i soliti nomi che salgono alla ribalta per ogni avvenimento in città patrocinato dal Comune.

Che si voglia far mangiare i soliti noti? Che sia una gran bella truffa?
Perché altrimenti si tratta di stupidità dilagante e di spreco di denaro.
Perché  è stata abolita la carta Ila, che permetteva di frequentare qualsiasi corso e si è optato per il Voucher, che obbliga a scegliere fra corsi di nicchia?

A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre
Ako



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